La masticazione

Masticare è un gesto che compiamo ogni giorno in modo automatico, quasi senza pensarci.

 

Eppure, proprio nell’era della comodità e del cibo pronto, stiamo assistendo a una silenziosa perdita di questa fondamentale abitudine.

 

Sempre più spesso finiscono sulle nostre tavole alimenti morbidi, super-raffinati, frullati o ricomposti dall’industria alimentare.

 

Si tratta di preparazioni studiate per scivolare giù con il minimo sforzo, al punto che nei paesi di lingua inglese è stato persino coniato un termine per descrivere questa riluttanza: “jaw fatigue“, ovvero la vera e propria stanchezza della mascella.

 

Questo disuso della masticazione porta con sé conseguenze non trascurabili.

 

Masticare non serve soltanto a spezzettare il cibo prima di deglutirlo, ma è una vera e propria palestra per la nostra bocca e un tassello fondamentale per la salute generale.

Ragazza che mangia

Una struttura in continua trasformazione

Il nostro scheletro non è un blocco di pietra immutabile, e le ossa della faccia e della mandibola non fanno eccezione.

 

Si tratta di tessuti vivi che si modellano, si rafforzano o si indeboliscono in base agli stimoli che ricevono ogni giorno.

 

Quando smettiamo di masticare cibi consistenti, i muscoli della bocca lavorano meno e le strutture ossee non ricevono la sollecitazione necessaria per svilupparsi appieno.

 


Il risultato è sotto gli occhi degli ortodontisti: nell’ultimo secolo, con il passaggio a diete sempre più morbide, le mascelle della popolazione si sono progressivamente rimpicciolite.

 

Questo porta molto spesso a problemi di sovraffollamento dei denti, malocclusioni e alla mancanza di spazio per i denti del giudizio, un problema che un paio di secoli fa riguardava una quota ridottissima della popolazione e che oggi interessa la stragrande maggioranza delle persone.

Il cervello, le calorie e la sazietà

C’è poi un legame strettissimo tra l’atto di masticare e la gestione del peso corporeo.

 

Il nostro cervello non conta le calorie leggendo le etichette, ma valuta quanto stiamo mangiando incrociando due fattori principali: il tempo che dedichiamo al pasto e l’impegno masticatorio.

Quando consumiamo alimenti veri e consistenti — come un petto di pollo ai ferri, una mela intera o del pane artigianale — la masticazione ci costringe a rallentare.

 

Questo tempo extra permette agli ormoni della sazietà di attivarsi e di inviare al cervello il segnale che siamo pieni.

 

Al contrario, quando mangiamo cibi estremamente morbidi o ultra-processati (come bocconcini fritti, polpette industriali o pane in cassetta ultra-soffice), il cibo va giù quasi senza masticare.

 

Il cervello viene ingannato e sottostima l’energia introdotta, portandoci a consumare molte più calorie del necessario prima di percepire il senso di sazietà.

Scegliere cibo vero

Prediligere alimenti che richiedono un reale lavoro masticatorio ci guida spontaneamente verso un’alimentazione di migliore qualità.

Per rendere un alimento estremamente morbido e conservabile nel tempo, l’industria deve spesso ricorrere a farine ultra-raffinate, additivi, grassi e zuccheri aggiunti.

Un pane tradizionale con farina poco raffinata e pasta madre richiede masticazione, ma offre una densità nutrizionale enormemente superiore rispetto a un pane morbido confezionato.

Masticare la frutta intera con la buccia o consumare verdure croccanti anziché ridurre tutto in crema ci garantisce l’apporto di fibre e micronutrienti essenziali, evitando al contempo picchi glicemici improvvisi.

bambino che mastica e mangia

Un'abitudine da coltivare fin da piccoli

Questa disabitudine alla masticazione parte purtroppo fin dai primi mesi di vita.

 

Molto spesso si tende a prolungare eccessivamente l’uso di omogeneizzati, pappe finissime o bevande zuccherate, prive di consistenza.

 

Offrire invece ai bambini, non appena sono pronti, cibi solidi ma morbidi e sicuri da prendere con le mani (come una carota cotta al vapore o pezzetti di verdura), non solo stimola lo sviluppo corretto di muscoli e ossa facciali, ma favorisce la coordinazione motoria e insegna loro a regolare l’appetito in modo autonomo.

 

Inoltre, evita di abituare il palato fin dall’infanzia a soglie di dolce e salato innaturalmente elevate.

 

Riscoprire il piacere e la necessità di masticare è quindi una scelta semplice ma dai grandi benefici: basta ripartire dalle piccole azioni quotidiane, come preferire la frutta intera ai frullati, il pane artigianale alle fette morbide in busta e le verdure fresche alle vellutate pronte.

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